
Avete mai pensato al motivo per cui il vostro riscaldatore indica di produrre una grande quantità di energia, ma il pezzo da trattare rimane comunque tiepido? Nella maggior parte dei casi, la colpa non è della lampada stessa, bensì del riflettore. Potete acquistare i controllatori digitali più avanzati e le lampade allogeniche più costose sul mercato, ma se il percorso della luce è disorganizzato, in pratica si sta solo riscaldando l’aria presente nella stanza. È un totale spreco di energia elettrica.
L’energia infrarossa, infatti, viaggia in linee rette. Un semplice pezzo di alluminio lucidato può certamente riflettere la luce, ma un riflettore progettato con precisione permette di indirizzare tale energia verso un punto specifico. Quando la curvatura del riflettore è corretta, tutta quell’energia viene concentrata sul bersaglio desiderato. In questo modo si ottiene un’intensità maggiore senza dover aumentare il consumo di energia.
Ma se la geometria del riflettore non è precisa, si creano “zone fredde” e una distribuzione irregolare dell’energia. È un vero incubo da risolvere. Inoltre, bisogna trovare un equilibrio tra intensità e uniformità dell’energia emessa. Se si concentra troppo l’energia, si ottiene un’intensità elevata, ma anche bordi troppo caldi. Per risolvere questo problema, si utilizzano riflettori segmentati o angoli di inclinazione diversi, in modo da distribuire l’energia in modo uniforme. Bisogna solo decidere cosa serve davvero al proprio progetto: una concentrazione elevata di calore o una distribuzione uniforme.
Un ultimo punto importante: quando si rende più stretto il percorso ottico, anche il riflettore stesso subisce delle sollecitazioni. Diventa molto caldo. Se il contenitore in cui è inserito il riflettore non è progettato per resistere all’espansione termica, si deformerà. In quel momento, il punto focale cambierà, e l’efficienza energetica diminuirà drasticamente. Assicuratevi quindi che i supporti di fissaggio abbiano spazio sufficiente per muoversi liberamente. Altrimenti, passerete tutto il tempo a cercare di mantenere la temperatura desiderata, con un sistema di controllo che non riesce comunque a compensare i problemi legati al percorso ottico.