
Perché il calore radiante è la soluzione migliore per la riparazione dei chip BGA
Se avete mai provato a estrarre un chip BGA utilizzando una normale pistola ad aria calda, sapete bene quanto sia difficile. È come combattere contro qualcosa di ostinato: aumentate la temperatura, ma il circuito non collabora affatto.
Il problema è che l’aria, in realtà, è un conduttore piuttosto scadente. Quando si utilizza una pistola ad aria calda, si spruzzano semplicemente molecole calde sulla superficie del chip. Ma nel caso dei chip BGA, le sfere di stagno si trovano sotto il chip stesso, completamente protette dall’aria.
Si finisce così in un circolo vizioso: la parte superiore del chip si scioglie, ma i punti di saldatura rimangono freddi. È la condizione perfetta per rovinare il circuito.
Come funziona davvero il calore infrarosso
Con le nostre stazioni di riscaldamento digitali, procediamo in modo diverso: invece di utilizzare l’aria, usiamo onde infrarosse.
Pensateci meno come a un asciugacapelli, e più come al sole che colpisce la pelle in una giornata di luglio. Queste onde non hanno bisogno di aria per muoversi; viaggiano direttamente attraverso il substrato del circuito stampato.
Invece di riscaldare soltanto la “pelle” del circuito, l’energia raggiunge direttamente lo stagno e i pad di rame, stimolando le molecole dall’interno verso l’esterno. Il risultato? L’intero chip BGA si riscalda uniformemente. Si riscalda quindi proprio il punto di saldatura, che è dove avviene la vera trasformazione.
I vantaggi pratici
C’è un grande vantaggio pratico: non c’è più il rischio che i componenti vengano spinti via dal vento.
Tutti abbiamo sperimentato questa situazione: si cerca di lavorare sul chip, ma un getto d’aria ad alta pressione fa cadere un piccolo condensatore SMD dal circuito. È un incubo cercarlo e rimetterlo al suo posto. Con il calore radiante, invece, non c’è vento: tutto rimane esattamente dove dovrebbe essere.
Ma attenzione…
Devo essere sincero: non si tratta di un utensile che basta impostare e poi dimenticare. Il calore infrarosso dipende dal materiale su cui agisce: un circuito verde assorbe il calore in modo diverso rispetto a uno nero o blu. Se si lavora con materiali particolari o non standard, è necessario regolare la temperatura in modo appropriato per evitare la formazione di zone troppo calde.
Ecco perché abbiamo progettato queste stazioni con un controllo preciso della lunghezza d’onda delle onde infrarosse. Vogliamo che il calore vada direttamente allo stagno, senza danneggiare la superficie plastica del chip.